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Inizia la prevendita del nuovo disco Aurora la cui uscita è prevista questa primavera.

Solo per la giornata di sabato 20 marzo sarà possibile acquistare,in prevendita, il disco al prezzo di 15 euro comprese le spese di spedizione (invece che al prezzo di catalogo di 15,50 euro + le spese di 5,20 o 3,6 euro a seconda del tipo di spedizione).

I componenti del gruppo e ragazzi degli Aurora Supporters della Giovane Italia saranno presenti e ben visibili nel luogo dell’appuntamento per il corteo della Giovane Italia.

Non lasciatevi sfuggire l’opportunità di essere tra i primi nella vostra città a ricevere il nuovo disco degli Aurora.

Il ricavato aiuterà a sostenere le spese di registrazione del disco.

Per info: http://www.facebook.com/event.php?eid=363250489666&ref=nf

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Immagine anteprima YouTube

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Identitario 09 - la copertinaUscito da un qualche tempo, questo demo degli SLN (acronimo che sta per la lunga linea nera dei jack delle chitarre, che pensavate!) ne segna l’entrata nell’agone del rock identitario… il termometro delle nuove formazioni di questi ultimi tempi non è stato particolarmente caldo, e specie a fronte di un certo decremento delle formazioni storiche – molte delle quali quest’anno si sono sciolte definitivamente – ogni nuovo segnale va salutato con il dovuto giubilo, per cui lode alle nuove proposte!…

Sottile Linea Nera si pone dicevamo nel solco del rock identitario classico quello che occhieggia soprattuto ad Aurora e DDT, e in special modo di Aurora in qualche modo segue le tracce e le sorti.
Chi li avesse visti dal vivo nell’ormai lontano esordio di Latina, ebbene si dimentichi pure tutto e riazzeri: passi da gigante sono stati fatti da quei tempi brumosi e questo è un signor demo. Sei tracce ben strutturate che variano dalla ballata al rock, con l’episodio “ska e dintorni” della colorita invettiva “rai”.

Segnaliamo sopra le altre una buona cover di “Lascia Stare” antichissimo brano di Scogliere di Marmo (gruppo pre Intolleranza) e l’evocativa “Termopili” pezzo brividoso che molto ben fa sperare sul versante di capacità compositiva originale ed efficace. SLN ha dalla sua il tempo e la determinazione: ne sentiremo ancora parlare…

Recensione tratta da NonConforme n.84

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Rupe Tarpea ProduzioniUna riflessione che inizia ad avere qualche anno ma che sta diventando sempre più attuale.
Studiando la storia della musica politica in Italia, notiamo come un esordio ricco e tumultuoso come quello della Musica Alternativa degli anni 70 si sia andando progressivamente spegnendo nelle secche degli anni ’80. Le ragioni sono state molteplici non ultimo il dissipamento delle esperienze di fine anni ’70 ed il temporaneo sbandamento di una gioventù disamorata ed esangue che tanto aveva dato in quella stagione. Ma il seccarsi della vena musicale aveva anche una ragione a monte: la mancanza di strutture, vuoi di distribuzione, vuoi di produzione (etichette discografiche), vuoi di supporto (service, sale prova, sale di incisione). La nascita nei primi anni 90 di un discorso strutturale ha portato al consolidamento ed alla espansione di quanto vediamo oggi.

La struttura ora è un qualcosa che costa e che si paga. Non serve entrare in dettaglio ma i costi di una label discografica sono nell’ordine di decine di migliaia di euro annui cui occorre aggiungere il costo delle singole produzioni, che costituiscono la voce fondamentale di spesa (oltre a tasse e commercialista). Altrettanti costi ha un service e le distribuzioni costituiscono un servizio che sua volta va a finanziare il distributore stesso, un finanziamento come molti di voi sanno spesso squisitamente politico.

In altre parole il giocarello musica ha raggiunto sul finire degli anni ’90 una invidiabile condizione di floridità, autofinanziandosi, generando economia, imponendosi come discorso strutturato, generando autonomia.

Tutto questo dagli inizi del 2000 in poi è lentamente andato in crisi.
Crisi dovuta essenzialmente al boom della tecnologia dei pc che prima ha reso più facile il fattore copia-CD e poi con l’espansione incontrollabile di internet ha iniziato a sottrarre sempre più terreno al CD tramite filesharing e download che si, hanno espanso la base, ma si hanno contratto inesorabilmente le vendite ed i numeri. Stiamo ora arrivando agli sgoccioli?
Quanti di voi comprano CD e quanti invece se li “procurano”?
Sappiate che tutto questo sta lentamente rompendo una delle poche isole felici di un mondo litigioso e diviso. La fine del CD rischia di essere di qui a breve un brusco freno a mano per tutto il mondo della musica: niente più etichette che finanzieranno i costi delle spese di registrazione, niente più introiti militanti dalle distribuzioni.

Rinsecchimento generale. Chi più spenderà le cifre favolose che sono costati certi dischi anni ’90 come Londinium SPQR o Gesta Bellica, ma anche del 2000, Zetazeroalfa e vari?
Nessuno.
Il futuro della Musica Non Conforme quando le etichette non ci saranno più è probabilmente di un numero sempre minore di CD in tirature sempre più basse. Con una qualità sonora sempre minore.
Imperverserà la musica da PC, quella che è possibile farsi a casa, ed il rock con le sue ineliminabili necessità di registrazione, diventerà merce sempre più rara, almeno nella forma registrata.
Diventeremo un popolo di elettronica casalinga?

E’ questo il panorama che ci attende?
Temo di si, non ho idea di quanto possa durare questo periodo di transizione.
Quello che va evidenziato è che tutto questo sarà una grande perdita, la perdita di un canale, di una voce conquistata con anni di fatica e sacrifici.

Che fare dunque?
Una idea ce la siamo fatta.
Che non è quella di un prolungare l’agonia il più a lungo possibile (espressione che onestamente fa abbastanza schifo) ma suscitare una Elite

Un elite che da un lato comprenda il valore dell’acquisto come mezzo di autofinanziamento militante di un indotto ma soprattutto del POSSESSO del supporto musicale fisico. Uno zoccolo duro di custodi della memoria, che in musica come in altri campi capiscano l’enorme rischio culturale legato alla fine dei supporti fisici a fronte di quelli digitali, che rifiutino il concetto della digitalizzazione come mezzo esclusivo per la propria esperienza sensoriale e che creino un piccolo culto della carta, del disco, della foto stampata, come tratto culturale da custodire gelosamente e non come un flusso di dati in una scatoletta destinato a morire e dissiparsi.

Le future generazioni devono decidere di diverse cose:
se concepire se stessi come lavagne da resettare in continuazione o come custodi dei processi che si attraversano. E quindi tornare a ad un concetto di attenzione al supporto fisico, il CD la rivista, il disco quello che sia, certo non in via esclusiva, ma come elemento da affiancare alla modalità nuova.

Sarà possibile suscitare una tale Elite?
E’ una sfida che dobbiamo raccogliere, ed in cui ognuno deve fare il suo.
A partire dal concetto che ogni download che fate state facendo un danno. 

Ma non all’etichetta, non al gruppo musicale, ma a voi, al vostro mondo, a delle prerogative che altri per voi hanno faticosamente conquistato, e che non solo così facendo state spegnendo una voce.
State spegnendo la Memoria.

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la peggio gioventù logoOggi, 21 ottobre 2009, dopo 4 anni di storia, 2 CD, quasi 100 concerto,
gli LPG si sciolgono e chiudono la loro esperienza musicale.
Ringraziamo tutti i gruppi che hanno suonato con noi.
Tutti i nostri sostenitori.
Tutti quelli che ci hanno voluto bene, apprezzato e seguito.
Un saluto anche a Giulia, Testudo e Giovanni che hanno suonato con noi.

Una promessa per ve la facciamo….
Ogni giorno va incontro alla notte ed il sole tramonta.
Ma ogni notte regala una nuova Alba…
E all’orizzonte un sole nuovo già s’intravede.

Giuliano, Emiliano, Federico, Marco e Fulvio…

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Una rivisitazione un po’ fuori dal normale con Francesco Mancinelli della canzone Generazione 78 .A cura di Stefano Pantini (www.lamoscabianca.eu)

GENERAZIONE 78

(Francesco Mancinelli)

 

E ti svegli una mattina e ti chiedi cosa è stato 
rigettare i tuoi pensieri sulle cose del passato

Francesco Mancinelli in concertoQuando ti sei immerso nei tuoi pensieri ed hai cominciato a ripensare al passato, ed a mente fredda a rivalutare delle scelte di allora ?

Il brano è stato composto tra la primavera e l’estate del 1983, mentre facevo il servizio militare; il passato era ancora “presente”, infatti stavamo da poco uscendo dagli anni di piombo e le galere erano piene di nostri militanti. Il partito ( l’allora MSI-DN)  si pavoneggiava con le campagne sulla pena di morte, doppia per i nostri camerati ; Rauti era serenamente rientrato nella segreteria nazionale a fianco di Almirante ( dejà vu’ già visto nel 1969 ) ed il cuib militante di Londra stava elaborando i primi documenti di orientamento e di sopravvivenza. A mente fredda c’è poco da rivalutare. Piuttosto non pensavo che sarebbe andata a finire tutto dopo 25-30 anni,  nella cloaca putrescente post-ideologica e trasformistica. Allora, quando scrissi Generazione 78’ era tutto già finito,  ma perlomeno era ancora tutto  “pulito” e non compromesso.  

 

prendi un fazzoletto nero che conservi in un cassetto

Per tornare a rivivere delle emozioni? O per che cosa?

Poteva/può essere un foulard nero, una foto, un volantino, una catenina, un oggetto qualsiasi;  è solo un metodo di transfert per tornare a quei giorni, dove le emozioni erano forti, le scelte totali, la razionalità azzerata e soprattutto c’era tanta “ giovinezza “. Una esperienza credo irrepetibile, simile al primo 68’ , alla RSI a San Sepolcro a Fiume, alle scelte totalizzante dei nostri patrioti Risorgimentali e quelle delle meravigliose figure del brigantaggio post-risorgimentale. Era tutto impoltico ? Si può darsi :  ma visto la schifosa e cialtronesca ambiguità e malafede della politica politicante,  valgono molto di più certe scelte impolitiche un milione di volte.

 

cominciare tutto un giorno, forse un giorno maledetto
frequentando certa gente di sicuro differente

Ci sono ancora delle persone cosi come tu hai conosciuto in quei giorni?

Ci sono ci sono, qua e là, dispersi come foglie al vento, nel bosco post-moderno, anche se decisamente invecchiati da questo tempo bastardo e privo di vero “Patos” ; magari sorridono con malinconia guardando negli occhi i proprio figli.  Altri sono miseramente scaduti nel politicamente corretto, riassorbiti dall’apparato,  e sono stati messi a stipendio. Altri addirittura sono passati “a sinistra” , altri sono diventati professionisti, imprenditori, e pensano al business; altri continuano ad andare per mare e forse sono i più puri e non hanno mai cambiato strada . Altri come me, malati incurabili,  ancora ci provano  … Tra coloro che invece sono caduti e cavalcano liberi nei Campi Elisi, se non sono stati sopraffatti dal piombo “ sinistro” dalla repressione di Stato, ci ha pensato il cancro, la depressione, gli incidenti stradali, insomma il gioco dispettoso degli Dei  …

 

e un battesimo di rito con il fiato stretto in gola
quando già finiva a pugni sui portoni della scuola

E’ stato un momento della nostra vita che ci ha fatto crescere, che cosa ti è rimasto di quel periodo vivace di emozioni?

Quasi tutto, proprio perché quegli anni ci hanno fatto da padre da madre, da scuola, da amante, da amico … Si viveva in una specie di tempo “ magico “, staccato dal piano terreno,  immerso nella quotidianità,  che plasmavamo secondo le nostre immediate pulsioni,   vivevamo dentro una realtà virtuale;  la bellezza di vivere  una ultima speciale battaglia,  assediati dal nulla che avanzava . Il paradosso che  il nulla  di fine anni 70’ e dei primi anni 80’ era molto più pieno del “nulla” che ci governa oggi, dove non c’è più alcuna specificità, identità, comunità, adesione,  valori . Oggi c’è il mercato,  e la politica è una merce come un ‘altra ;  può essere quotata e venduta al miglior offerente.

 

e inciampare in un destino che già ti cresceva dentro da bambino

Un destino che ha portato a cosa?

Domanda cattivissima, si può giudicare il destino ? Noi diventiamo ciò che siamo, esiste la legge suprema al di sopra degli Dei e dei loro capricci. Non possiamo essere nient’altro di ciò che già siamo.

 

… ed un ciondolo d’argento che ti tieni intorno al collo

Che ciondolo portavi e che cosa rappresentava?

Allora portavo la celtica, perché nel nostro immaginario rappresentava una frattura irreversibile e totalizzante , con tutto e tutti. Alla fine degli anni 80’ l’avevo già tolta, perché troppo sputtanata dalle mode di stadio, dai fenomeni pre-politici, dal trend. Oggi, più maturo e riflessivo,  metterei al collo un fascio littorio, originario, estrusco , che rappresenta la vera continuità con la Polis dei miei Padri, la mia Terra, il Genus Loci, la Patria,  La Dea Roma, la mia Nazione, il Fascismo magico, La Sinistra Nazionale Pagana, Ghibellina, Immanentista, Creativa, Futurista , Squadrista, Irriverente, Luciferica, Ribelle  …   Ma alla fine non porto nulla,  perché forse a me non serve più portare al collo qualcosa . O forse non me ne reputo degno. 

 

odio e amore per cercare di capire una logica ideale
una logica ideale in cui ciecamente credi

Come ricordi il tuo cammino nella scelta di questo ideale?

Non c’è percorso che tenga quando già a due anni e mezzo e senza sovrastruttura aneli alla “ Guerra “. Eh già !! mia nonna mi raccontava che non riuscivo ancora a pronunciare bene la parola “guerra”  ma ne ero come “ invasato “. Così come ero affascinato dalle canzoni e dai canti che celebravano gesta e battaglie. Quindi quando arrivi all’adolescenza, fai scelte totali e parteggi subito per “ la nobiltà della sconfitta”, per il cattiverio , per ciò che non è conforme. Che siano tedeschi, fascisti, pellerossa, briganti, contrabbandieri, eretici,  banditi, ribelli di ogni razza.  Allora ciò che non era “di sinistra” era non-conforme , anche se devo dire cha la mia formazione coniuga perfettamente De Andrè e Nietzsche, Pasolini e Pound, l’Eresia come principio e come Via. E poi io non mi sono mai definito “ di destra “.

 

e tua madre piange sola e ti osserva dietro i vetri
perché sa che non perdona questa guerra
perché sa che non ha pace la sua terra.

E’ stato veramente così per te, per la tua famiglia, c’era veramente questa convinzione?

Non c’è stata famiglia che non temesse per la vita del proprio figlio,  un figlio che magari viveva per strada , impegnato a combattere la piccola tempesta d’acciaio, una strisciante guerra civile, strisciante e sporca. Era la regola. Il fatto che i genitori di quei giorni non hanno avuto la forza per opporsi alla “ giovinezza irriverente “  dei propri figli, è la stessa che imperverso tra nelle prime stagioni risorgimentali ed insurrezionali,  nella grande guerra, nell’avvento del fascismo, nella RSI. Tutti i genitori di ogni tempo,  hanno perso la loro generosa battaglia,  di fronte alla splendida ed inutile tragicità delle scelte estreme  dei loro figli …

 

Un partito vecchia storia, un’ eredità che scotta

Quale e perché?

Che i partiti siano una vecchia storia,  lo sapevano già Lucio Sergio Catlina  con la Sua splendida cospirazione contro la “Concordia Hominum” ciceroniana , Giulio Cesare con la Sua forzatura al Rubicone, Napoleone ed i suoi fucili spianati  , Mussolini e le Sue suadre. I grandi cattivi della Storia, provengono tutti da vecchi partiti,  e sono saliti nell’Olimpo storico assassinando i loro vecchi partiti. Ma parliamo del MSI, questa trappolone,  in cui è stata ghettizzata la generazione neo-fascista presa in ostaggio “a destra” dall’alleato occupante, il nostro nemico principale. Un assalto disperato durato 50 anni al cielo “per liberare” questo vecchio strumento politico dalla Sua naturale collocazione a destra, a protezione dello status quo,   voluta dalla perfetta triangolazione di De Gasperi, Togliatti e degli Ameri-cani.

 

nell’ambiguità di sempre come un senso di sconfitta
e ignorare circostanze giochi assurdi di potere

Che hanno portato , a cosa?

A tutte le trame bastarde della “ Destra Nazionale “ …  Al congelamento e al tradimento della fase “insurrezionalista” risorgimentale, a Caporetto, al depistaggio e all’infiltrazione sistematica della Rivoluzione Fascista,  al tradimento del 25 luglio e dell’8 di settembre, alla presa in ostaggio “ a destra “ del neo-fascismo per 50 anni, a fare la poltrona per la peggiore DC, all’anticomunsimo di servizio per conto dei soliti noti , a Pella e Tambroni , alle infiltrazioni del 1965’ dentro la Destra radicale, alle provocazioni del 68’ alla Sapienza, alla strategia della tensione per conto della marpioni Cia nel 69’,  al golpismo para-massonico da operetta , alle campagne elettorali sulla pelle dei nostri caduti,  a democrazia nazionale,  alla P2 di Gelli , Tedeschi, Caradonna , alle campagne sulla pena di morte, alla incapacità di costruire classi dirigenti degne di questo nome,  al trasformismo ipocrita della post-ideologia levantina ed anti-fascista  di AN e del PDL .  

 

che ne sai di quel passato di nostalgiche illusioni
di un confronto che da sempre si è attuato coi bastoni

Illusioni reali ?

Le bastonate sono state assolutamente reali ; e sono le cosa che hanno fatto meno male peraltro. Erano i progetti di revanchismo reazionario post-fascista che sono stati illusori. Siamo stati tutti giocati dentro una partita più grande, tra due variabili egualmente assassine dello stesso sistema occidentale ; una reazionaria spacciata per “ fascista “ ; l’altra progressista spacciata “ per comunista “. In realtà erano anti-fascisti ed anti-comunisti che si stavano facendo la guerra,  ed oggi guarda caso banchettano allegramente alla stessa tavola. Infatti PDL e PD sono egualmente anti-fascisti ed anti-comunisti. 

 

e sentirsi vivere dentro a vent’anni all’occasione
per cercare di dare un senso alla tua Rivoluzione

Rivoluzione che ti vive dentro in che modo veniva esternata ?

Ognuno a vent’anni ha la propria Rivoluzione e se la vive come vuole. Altrimenti se non hai una rivoluzione in cui credere, significa che sei già vecchio e non cresci. Direi che è percorso antropologico ancora prima che politico e meta politico. Ognuno cerca di dare un senso estremo a ciò che non “ ha senso “ per definizione.

 

poi una sera di gennaio resta fissa nei pensieri
troppo sangue sparso sopra i marciapiedi
e la tua “ Generazione “  stagliò al vento le bandiere

Dopo la rabbia e lo sconforto per la tragica situazione, cosa è nato in te e in tutti i ragazzi che erano consapevoli della tragedia ?

Acca Larenzia segna la svolta, il punto di non ritorno, la mutazione antropologica e culturale , la frattura , l’evento non sanabile, non rimarginabile, non ricomponibile . Se ne resero conto i compagni, il partito, la polizia, lo Stato, i giornali , tutti … Si era evocato con quell’episodio qualche cosa che aveva a che fare con “ il daimon” presente nei cori della tragedia greca. Nulla sarebbe stato più eguale a prima nella vita di molti. Ad Acca Larenzia nasce la Generazione 78’, anche se già dal 1975-1976 il processo di mutazione, l’evocazione di esso,  era in atto.

 

gonfiò l’aria di vendetta senza lutto nè preghiere
su quei passi da gigante per un attimo esitare
scaricando poi la rabbia nelle auto lungo il viale
fra le lacrime ed i vortici di fumo

Era l’unica soluzione possibile ?

Per chi non campava e non avrebbe campato in futuro di politica non ve ne erano altre. Guarda e’ andata pure fin troppo bene,  soprattutto per i vertici di partito che da quei giorni si trovarono pesantemente sotto accusa perché incapaci di difendere politicamente e militarmente i propri militanti. Non è un problema di capire se c’erano soluzioni alternative. E che Acca Larenzia è il risultato finale  delle scelte e delle contraddizioni precedenti . I nodi,  nel 1978’ erano arrivati tutti al pettine. Dopo Acca Larenzia l’estrema sinistra và in crisi e qualcuno comincia a dubitare che lo sparare nel mucchio abbia un senso. Dalle nostre parti , si decide che la difesa armata è l’unica opzione possibile. La lotta armata “ a destra “ nasce come semplice atto di difesa e non di attacco, e si trasforma successivamente come spontaneismo anarco-individualista.  Gli unici nella critica storiografica di quegli anni,  ad aver intuito perfettamente la dinamica e la natura di certe scelte, sono stati Andrea Colombo e Ugo Maria Tassinari. La lotta armata,  “ a destra “,  nasce proprio contro  la destra , sia  istituzionale che radicale … 

 

da quei giorni la promessa di restare tutti figli di nessuno.

In che senso?

La Generazione 78’ è per definizione figlia di nessuno, ha voluto esserlo per scelta , per dinamiche, per comunicazione, per look , è l’ultima generazione Fiumana.

 

Pochi giorni di prigione ti rischiarano la vista

Qual è la prima cosa che hai pensato ?

Generazione 78’ è un immaginario autobiografico. Io che allora avevo 16 anni e vivevo tra Viterbo e Roma ;  mi sono immedesimato negli eventi di quei giorni e in ciò che accadde, le centinaia di colpi di arma da fuoco sui cellulari della polizia, gli scontri estesi su tutta Roma per tre giorni, gli arresti di massa, le ragazze fermate con le borsette piene di pistole, le pistole abbandonate sotto e dietro le macchine rovesciate …  A chi non è toccata, e non solo a Roma,  una notte in gattabuia o chiuso a prendere schiaffi in un commissariato di polizia ? E si,  si cresce, si cresce e come. 

 

dimmi, come ci si sente con un’ombra da estremista
cosa provi nelle farse di avvocati e tribunali

Quando hai avuto la convinzione che tutto era farsa?

Bhè la farsa del dell’antifascismo processuale nasce molto prima, già l’antifascismo resistenziale ed assassino è una farsa,  realizzato ed alimentato dalla complicità dei anglo-americani. Per non parlare dei processi farsa contro Ordine Nuovo ed Avanguardia Nazionale,  ma anche quello contro l’Autonomia Operaia a Padova. Insomma questo sistema era marcio dalle scarpe, dalla sua genesi,  aveva generato i conflitti inter-generazionali per poi consolidarsi,  ed ora voleva processare i giovani che avevano partecipato alla guerra sporca e strisciante !! Insomma è una parodia dell’assurdo,  a metà tra commedia e tragedia . Il fatto è che lo Stato lo ha sempre saputo di essere il primo responsabile degli anni di piombo.

 

ed Alberto che è finito dentro l’occhio di un mirino
la Democrazia mandante un agente è l’assassino
e Francesco che è volato sull’asfalto di un cortile
con le chiavi strette in mano strano modo per morire

Che cosa si aspettavano Alberto e Francesco e gli altri ragazzi caduti ? Si può dire che non sono caduti invano?

Loro ? Non si aspettavano nulla … loro erano attori passivi di una guerra più grande di loro. Forse le loro famiglie avrebbero preferito vedere crescere i propri figli, ma è falso sostenere che la generazione 78’ moriva per avere una Italia amministrativamente più perfetta e pulita insomma più “di destra” …. La cosa che mi urta di più,  è la certezza di coloro che arbitrariamente sostengono,  che Francesco ed Alberto oggi avrebbero votato per il Pdl e vengono addirittura ad onorarli nei “presente” dopo aver abiurato tutto. Praticamente arruolano anche i morti per giustificare le loro personali scelte di trasformismo ipocrita ed entrismo post-ideologico …

 

e bracci tesi ai funerali ed un coro contro il vento
oggi è morto un Camerata ne rinascono altri cento

Ancora oggi c’è una appartenenza ad una ideologia, ma sicuramente meno radicata nel cuore come negli anni 70 e 80, perché secondo te ?

Bhè il clima è profondamente diverso;  soprattutto il posizionamento politico e la scelta della politica non ci fa più da padre e da madre come negli anni 70’. Oggi il dio calcio ha preso il sopravvento su altri Dei , e la politica è come già detto,  mercato , non percorso di crescita ed iniziazione antropologica. E poi chi è il nemico ? Già oggi è perfino difficile individuare il nemico. E’ per questo che il nostro “ nemico principale “ ha vinto …

 

e il silenzio di un’accusa che rimbalza su ogni muro
questa volta pagheranno te lo giuro
poi la sfida delle piazze ed i sassi nelle mani
caroselli di sirene echi sempre più lontani

E’ stato veramente un momento di rabbia incontrollata che ha portato a cosa?

La vedrei più come una stagione di festa crudele e tragica. Basta ascoltare la bellissima canzone, “scese radiosa la pioggia di fuoco ….” Ma ripeto la dimensione era quella di un tempo di-staccato, dal proprio tempo. C’era una minoranza di giovani che ha vissuto la propria personale “ giovinezza”, la propria iniziazione alla vita ed alla morte,  utilizzando il posizionamento politico come totem.

 

quelle bare non ancora vendicate
le ferite quasi mai rimarginate.

Quanto ti è rimasto di quei giorni, a parte le ferite aperte ?

Le ferite non sono rimarginabili,  per definizione;  perché credo che non sia stata data giustizia a niente e nessuno. Ma anche questa è una regola amara della Storia fatta dai vincitori sulla pelle dei vinti. E questo vale per le vittime e anche per gli assassini e perfino per lo Stato Italiano che a Sua volta era vittima e attore giocato su una scacchiera ancora piu’ ampia ( basta pensare ad Argo 16 – Ustica – il delitto Moro ecc. ecc.). Potremmo dire che siamo tutti pieni di ferite non rimarginate , ma in fin dei conti, come il piercing e le cicatrici,  tutto fa tendenza …

 

Ma poi il vento soffiò forte ti donò quell’occasione
di combattere il Sistema in un’altra posizione

E’ stata l’unica vera lotta innovativa, tu come hai iniziato a partecipare alla crescita del movimento ?

La risposta è piuttosto complessa, potremmo dire cosi’ :  dai Campi Hobbit , al movimentismo di Terza posizione e di Costruiamo l’azione, fino alla scelta anarco-spontaneista dei NAR  ( fenomeni ed esperienze diversissime tra di loro) c’è stata tuttavia una unica occasione ed un’unica volontà di ridefinire il linguaggio, maturare una mutazione antropologica e culturale ,  ricercare disperatamente il cambio del posizionamento politico,  riformare gli immaginari di riferimento, insomma la capacità finalmente di rompere con “ la destra” :  percepire finalmente “chi e che cosa era” il nemico principale.  Popolo, Lotta, Movimento erano sicuramente termini di un linguaggio che si cercava di trasmettere ed imporre all’esterno, nella comunicazione.

 

tra la fine del Marxismo e i riflussi del momento
costruire il movimento tra le angosce dei quartieri
ed un popolo una lotta chiodo fisso nei pensieri

Il fatto di lottare sul territorio in mezzo alla gente, per i loro bisogni come ti ha fatto crescere, e che convinzioni ti ha lasciato?

Ripeto, la militanza di  allora era una finzione dell’immaginario mitologico,dell’iniziazione a cui partecipavamo,  che resiste ed esiste  nel nostro Dna di Italia e di Italiani. Da Mazzini a Mussolini alla RSI agli anni 70’. Chi meglio di Noi è riuscito a danzare intorno a questi Totem ( Popolo-Lotta-Nazione) ? Ciò non toglie che il bisogno di emancipazione di liberazione, di identità,  di specificità soprattutto di sovranità, sia tuttora al centro dei nostri mal-destri pensieri.

 

e generazioni nuove in cui tu credevi tanto

I giovani di oggi hanno le stesse possibilità di crescita politica?

Bhà io li vedo molto in carriera e falsamente posizionati sulla risoluzione delle cosidette “ cose concrete “ … Mi viene veramente da ridere. Comunque a tutti va data una chance ..

 

poi quel botto alla stazione che cancella tutto quanto

Secondo te è stata un evento creato ad arte per poter iniziare la caccia alle streghe?

Assolutamente no, e un evento che lo Stato italiano si è trovato tra capo e collo.  Un evento assurdo e di una tale gravità , generato da questioni di livello internazionale.  Bisognava massacrare concretamente qualcuno,  e l’estrema destra di allora era molto, troppo vitale ed ingestibile, perfetta per depistare. … D’altra parte i nostri governanti mica potevano dire che non contavano un cazzo, e che l’Italia mancava di sovranità nazionale dal 45’ e che chiunque faceva sul nostro territorio il bello ed il cattivo tempo ? Più semplice assicurare,  una verità pre-confezionata contro i fascisti. Era la cosa più semplice.

 

e al segnale stabilito si dà il via alla grande caccia
i fucili che ora puntano alla faccia
le retate in grande stile dentro all’occhio del ciclone
tra le spire della “santa inquisizione”

E’ stato un po’ troppo enfatizzato dai media in quel periodo, per paura o perché altro?

Se paghi gli infami ( i pentiti ) per vincere una guerra, devi essere seriamente terrorizzato ed in pericolo . E lo Stato Italiano lo era, sapendo di essere il primo colpevole di quella situazione;   così come terrorizzato ed impaurito era il medio cittadino borghese,  che dal 1968’ non campava piu’ serenamente. Le galere erano strapiene di giovanissimi militanti politici,  cosa mai successa neanche durante il regime fascista,  e forse neanche ai livelli della dittatura argentina e cilena. D’altra parte la DC ed il PCI non avevano altra via che la repressione,  per sedare la situazione della strisciante guerra civile che anche loro avevano in qualche modo propiziato.

 

poi le tappe di una crisi di una storia consumata
di chi trova la sua morte armi in pugno nella strada

Parli della lotta armata?

Si parlo in particolare di Alessandro Alibrandi,  ma potrei parlare anche di Franco Anselmi , di Ferrero e Macciò, di Giorgio Vale,   insomma parlo dei  “Figli di nessuno”, degli sfigati che non hanno trovato , per loro scelte estreme, alcun riconoscimento tra i cosidetti “ Cuori Neri “. Da Giancarlo Esposti a Riccardo Minetti , da Pagliai a Elio di Scala e a tanti altri meno conosciuti della storiografia neo-fascista. Tutti questi stanno per definizione “ all’inferno “,  non sono morti “buoni” per la storiografia ufficiale,  perché non sono stati uccisi a tradimento davanti ad una sezione da un commando rivale. Non erano buoni per le campagne elettorali di allora;  non sono buoni per la storiografia dei “ Cuori Neri “ e del buonismo levantino di oggi. Sono tuttavia attori e vittime della stessa guerra.  

 

di chi viene suicidato in una stanza di chi scappa
di chi chiude nei cassetti anche l’ultima speranza

Un ricordo per Nanni, e una frase per chi è stato per tanti anni in esilio!

Il passaggio non è dedicato a Nanni ma a Giorgio Vale, suicidato opportunamente in una stanza perché doveva passare come possibile responsabile della strage di Bologna. In questo sono accumunati a Nanni dallo stesso destino e a quello di Luigi Ciavardini.
Anche a Nanni cercarono di addossare la strage di Bologna,  e su Luigi pesa una condanna fasulla ed assurda;  lo hanno colpito solo perché lui è l’alibi per l’innocenza di Francesca e Valerio.

  

E ti svegli una mattina sulle labbra una canzone
e l’immagine si perde sulla tua generazione
quei ragazzi un pò ribelli un pò guerrieri

Sono stati anni duri ma anche di grandi passioni dove tutti noi siamo cresciuti, cosa ti fa diventare nostalgico ripensando a questi anni?

Io non sono assolutamente nostalgico di quei giorni,  e la canzone non ha nulla di alcunché di nostalgico . Non è scritta per qualcuno o contro qualcuno. E’ solo un collage di immagini autobiografiche,  peraltro elaborate nel lontano  1983,  un collage che ha cercato di indagare su ciò che è successo;  un pallido tentativo per  riflettere tra gli anfratti della memoria  …  Un bisogno che hanno in pochi. I molti cercano “opportunamente” e da subito di rimuovere tutto; si guadagna di più.

 

che hanno chiuso nei cassetti e dentro ai cuori tanti fazzoletti neri.

Adesso c’è bisogno di ritirarli fuori !?

No, assolutamente no, tantomeno oggi e tantomeno ,  fazzoletti neri.  Oggi c’è solo da “ sedimentare “ nella memoria,   da “storicizzare“ le scelte , e da capire dove si è sbagliato e per chi si è sbagliato;  tuttavia c’è da dare il giusto e degno riconoscimento ai figli di nessuno … Chissà forse un giorno,  ci scriverò su qualcosa.

 

Si ringrazia www.lamoscabianca.eu

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In viaggio“In Viaggio”, concerto per il trigesimo della scomparsa di Matteo.
Suoneranno gli Nsp, Fabian degli Imperium, gli Aurora e i Ddt.
L’ingresso, presso il Teatro Italia in Via Bari 18, è ad offerta libera, a partire da 10 euro.
L’intero incasso della serata verrà devoluto per la Fondazione Matteo Bonetti.

Per info: http://www.facebook.com/home.php?#/event.php?eid=154621759838

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IDENTITARIO 09…LA SOTTILE LINEA NERA FA SENTIRE LA SUA VOCE

PAGINA 1 COPERTINA

Registrato nell’agosto 2009 (ma questi ragazzi in vacanza non ci sono andati?? Cosa non si fa per la musica identitaria…) ed uscito a settembre, il primo lavoro dei Sottile linea nera (www.sottilelineanera.it) si intitola Identitario 09 (prodotto da MusicAzione). Un demo che promette assai bene quanto al futuro di questo giovanissimo gruppo che, nato nel gennaio dello scorso anno, ha già all’attivo diversi concerti dal vivo.

La band, composta da Danilo (voce), Francesco (batteria), Christian (chitarra solista) e Alessandro (chitarra ritmica), così spiega la scelta del nome: Sottile linea nera “come il colore dei jack delle nostre chitarre che amplificano la nostra musica e le nostre idee. Come risposta goliardica all’attuale contesto politico. Come una linea che mai si è spezzata e che rappresenta una storia di una Comunità che oggi ne è la prosecuzione. Come mezzo per far sentire la nostra voce, quello in cui crediamo, quello per cui lottiamo, quello che siamo!”.

Dei sei brani presenti nel cd, a parte l’ottima cover di Lascia stare di Scogliere di marmo, tre sono interamente opera loro, mentre degli altri due i Sottile linea nera hanno creato la musica, su testi di Boccino e Manzo. Il primo breve brano (Sln) è una sorta di presentazione, a cui seguono la molto evocativa La ballata del solstizio, che tra note dolci e lente riporta in atmosfere comunitarie e rarefatte, e Termopili, in parte parlata e dedicata all’eroismo dei Trecento spartani che difesero la libertà di tutta la Grecia, simbolo oggi di chi non vuole arrendersi anche quando tutto sembra perduto. Nel vento è poi quasi un grido di libertà, che vuole incitare tutta la gioventù ad osare e lanciare “marinettianamente” la propria sfida alle stelle. Musicalmente molto allegra e ritmata è infine R.a.i., che critica aspramente il degrado della televisione pubblica moderna e incita a non pagare il canone per non finanziare una tv che brucia la mente invece di stimolarla.

Identitario 09 è a nostro avviso decisamente un buon lavoro, che dimostra ancora una volta, ammesso ce ne fosse stato bisogno, quanto il rock identitario sia vivo e vitale.

Cristina Di Giorgi

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A

Gli Aurora

Gli Aurora tentano la strada della promozione online. “Dritto al cuore di chi crede”, ottimo CD di qualche anno fa, è ora disponibile in download dai principali portali di musica:

  • iTunes
  • AmazonMP3
  • Spotify
  • LastFM
  • 7Digital
  • 24-7
  • eMusic
  • Napster

Chi se lo fosse perso ha ora la possibilità di procurarselo.

La Pagina Amazon dedicata al disco Aurora

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La Rupe Tarpea vi propone il seguente giochino: quale CD prodotto da RTP vorreste vedere ristampato in vinile? Facciamo che ogni titolo inviato via email a:

perimetros@gmail.com

vale come una prenotazione “seria” (e ne potete fare quante ne volete) e vidiamo cosa ne esce fuori…

Tratto da NonConforme n.82

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Webmaster Raffaele Persichetti